Slabdragger «Rise of the Dawncrusher» (2016)
Recensione
Da Croydon, una cittadina a sud di Londra provengono gli Slabdragger, una band che definisce la musica che suona “della buona merda”, almeno da quanto risulta dal proprio profilo Fb, pur avendocene già dato un parziale esempio nel loro primo lavoro intitolato “Regress”, in questo “Rise of the Dawncrusher” le cose appaiono nettamente superiori e migliori. La band si cimenta su sonorità metal stoner all’interno delle quale offrono il proprio apporto vocale sia il bassista che il chitarrista in maniera abbastanza compiuta tra clean e scream. Questo cinque tracce per un’oretta circa di ascolto, ripercorre con un sound sinceramente non troppo brillante per l’eccessivo fuzz utilizzato, anche delle parodie sonore in modalità doom dall’esito più che efficace. “Mercenary blues” è il primo brano che si diletta con un giro di basso in apertura e dalla successiva ritmica trascinata da un riff orecchiabile ma purtroppo, poco nitido nell’esecuzione; al sesto minuto si assiste ad un mutamento di andatura che assurge a connotati più hard rock che stoner.. “Evacuate!” brano più corto del platter, è sinceramente una vera bomba perché è in grado si alternare un potente metal con un’andatura stoner sempre con quel sound caratteristico e con un cantato addirittura quasi black metal; “Shrine of Debauchery” offre uno spaccato inizialmente più riflessivo, espresso con un sound in modalità simil distorta generato da un arpeggio lento che a poco a poco si lascia sostituire da un’andatura della batteria efficace sulla quale il basso esprime tutto se stesso attraverso una serie di giri di note incredibilmente efficaci; ben presto quell’andatura stoner metal doom prende il sopravvento decisivo con un altrettanto cantato scream coinvolgente non poco; nuovamente il brano si trasforma con in apertura lasciando riposare i timpani meno abituati a sonorità ovattate e distorte per poi ritornare in andatura doom stoner. Segue “Downcrusher Rising” un brano da un punto di vista sonoro ancora una volta assolutamente intricato e poco nitido la cui genesi si struttura su una successiva andatura di matrice prettamente doom stoner con andatura piuttosto lenta che si propaga per buona metà del brano; come già ci hanno abituati nei precedenti lunghi brani gli Slabdragger mutano successivamente con un’andatura maggiormente accelerata dove a farla da padrone ancora una volta è la duplice parte cantata; le cose sembrano rimane press’appoco le stesse anche con il conclusivo “ Implosion Rites” brano più lungo del platter con i suoi diciassette minuti abbondanti di distorti e andature lente che apre con un intro di basso su base distorta dai tratti semi ipnotici finendo poi per condizionarsi su battute lente e rumorose che lasciano spazio anche ad un lead solo; il brano, sempre con la sua caratteristica sonorità opaca per l’eccessivo uso di distorti e fuzz annesso rilascia una conclusiva soluzione ritmica appagante. E’ un lavoro che complessivamente piace, diciamo che questi inglesi ci sanno fare, ma sinceramente avrei migliorato leggermente il sound rendendolo meno sporco nei contenuti.
Track by Track
- Mercenary Blues 70
- Evacuate ! 85
- Shrine of Debauchery 80
- Dawncrusher Rising 75
- Implosion Rites 80
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 80
- Qualità Artwork: 80
- Originalità: 75
- Tecnica: 70
Giudizio Finale
77Recensione di Wolverine » pubblicata il 01.03.2016. Articolo letto 1151 volte.
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