Vanity Ink «More Senseless Random Behaviour» (2009)

Vanity Ink «More Senseless Random Behaviour» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Rocket Queen »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1041

 

Band:
Vanity Ink
[MetalWave] Invia una email a Vanity Ink [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Vanity Ink [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Vanity Ink [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Vanity Ink

 

Titolo:
More Senseless Random Behaviour

 

Nazione:
Finlandia

 

Formazione:
Annabella - Voce
Juha Bandit - Chitarra
Miki Peltola - Basso
Jussi - Guitar
Sam Junni - Drums

 

Genere:

 

Durata:
38' 68"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2009

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Note. Sono qualcosa che ti rimane impresso durante i momenti di autunno pungente, che si prepara ad accogliere un inverno rigido, le senti dentro e diventano parte di te, in ciò che ora è ricoperto di brina balenano le parole dell’ultimo singolo che hai catturato in anteprima, i riff martellano in testa e ciò che ti circonda non è che un amalgama in cui cogli le molteplici sensazioni di quel brano. Feels so rock ‘n roll.
Peccato non poterlo dire per ogni motivo che si ascolta nel vasto ambito rock, al contrario, “vivremmo nel migliore dei mondi possibili”: e stavolta passare abbastanza inosservati tocca alla band finlandese Vanity Ink che ci stampa il suo secondo full- length spensierato e senza pretese intitolato “More Sensless Random Behaviour”, lavoro per l’etichetta Swedmetal Records.

Commerciale. Ecco come definirei la loro proposta alternative dalla marcata influenza hard rock, che non mi sento certo di definire sleaze come potremmo pensare dal look con cui si presentano, dal momento che non imprime quella personalità brutalmente lacerante, acuta e unica dello sleaze metal. Piuttosto eredi di quell’hair metal, definizione irrisoria applicata a tutti quei gruppi tacciati di appartenere al pop metal, ovvero quel genere commerciale che spopolava negli anni ’80, usato per descrivere più un’attitudine al look ricercato che una vera e propria congruenza musicale; basta focalizzare qualche ricordo su gruppi come i Poison.
Eppure, tutte quelle band aggredivano palcoscenico e telecamere sfoderando una soggettività potente e originale, cosa che non posso dire mio malgrado per i Vanity Ink.

Sin dalla prima track “Smell the party” abbiamo tutti gli elementi che ricorreranno a ripetersi anche nelle successive, il che rende l’album un po’ troppo lineare e piatto. Menzione positiva per la vocalist Annabella: il timbro è melodico eppure c’è una punta d’aggressività che ricorda le Hole di Courtney Love. Tuttavia, si allontana poco dai tecnicismi e pur essendo un’artista veramente promettente come vediamo nella ben riuscita “Breathe”, ballata rock resa intensa proprio dalla sua interpretazione, spesso non risulta incisiva come ci si aspetta dal genere che propongono.
“Smell the party” è stata scelta anche per la realizzazione del primo video tratto dall’album, dove ho notato una grande carica on stage dei Vanity Ink che però manca nella loro musica, e per questo spero di sentirla presto anche in qualcuno dei prossimi lavori.
Nelle successive track oltre a un sound pulito, tecnico e godibile non c’è nulla che imprima qualcosa di realmente nuovo o impressionante, da riff classici e bene eseguiti, al basso a volte un po’ in ombra ( un vero peccato) per finire con una batteria che sembra più accarezzare e sostenere la vocalist che in alcuni pezzi si fa vera e propria puller della band mentre i cori rimangono abbastanza sottotono, intensità quasi dimenticata.

Il tutto è un po’ troppo approssimativo e ripetuto in maniera quasi ridondante come succede in “A Song on the B side” che nonostante un attacco promettente sfuma nella più classica delle riprese martellando più volte gli stessi accordi e lo stesso testo come anche in “Modern day saviour” o anche in “Everybodymoveeverybodygethurt”, un rock propinato un po’ all’acqua di rose, rinfresca magari una serata dedicata al divertimento puro e semplice, ma non s’aggrappa a un’individualità che ha reso questo genere indimenticabile.
Un piccolo ruggito “Oh SUe” che risolleva l’ascolto dell’album che sembra aver subito le influenze del nu metal alla Guano Apes, tuttavia rimanendo inespressiva se paragonata alla produzione di quest’ultimi.
E’ un prodotto che trovo sicuramente adatto alla massificazione, certo appagante per chi non vuole qualcosa di estremamente impegnativo o schierato, rimanendo invece su una proposta leggera, divertente e molto orecchiabile concentrata in pezzi come “Fine by Thursday” o “Rock and Roll”.

L’album viene presentato attraverso un espediente che poteva essere interessante, idea incantevole la carta invecchiata e logora che sembra quasi indicare una locandina che accartocciata e gettata in qualche angolo ha smesso di essere suggestiva… Ma ciò che non mi ha particolarmente convinto è proprio la foto della band, quasi a ribadire il concetto di stereotipizzazione che li ha caratterizzati per quest’album: un look che tocca tendenze antitetiche, western, gothic, sleaze, punk … Insomma, manca identità. Le carte per puntare a un lavoro esclusivo vanno giocate, è un lavoro che pone premesse interessanti per una produzione di rilievo ma che deve artigliare, deve trafiggere, deve schiaffare in pieno viso un sound hard costruito di passione dal temperamento possente: affilate gli strumenti per non essere ricordati un album da teenager’s party!

Track by Track
  1. Smell the party 70
  2. Let's go down 65
  3. Fine by Thursday 60
  4. Breathe 75
  5. Rolling stones 70
  6. Versus 60
  7. Song on the B side 65
  8. Modern day saviour 65
  9. Oh Sue 60
  10. Rock and roll 60
  11. Everybodymoveeverybodygethurt 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Rocket Queen » pubblicata il --. Articolo letto 1041 volte.

 

Articoli Correlati

News
Recensioni
  • Spiacenti! Non sono disponibili Recensioni correlate.
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
Concerti