The Retaliation Process «Downfall» (2010)

The Retaliation Process «Downfall» | MetalWave.it Recensioni Autore:
darklot »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
926

 

Band:
The Retaliation Process
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Titolo:
Downfall

 

Nazione:
Germania

 

Formazione:
Sascha Maskow :: Guitar
Jury Kowalczyk :: Guitar
Andre Kummer :: Drums
Christoph Madarasz :: Vocals
Michael Konecny :: Bass

 

Genere:

 

Durata:
45' 50"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Un nuovo nome si affaccia sul mercato grazie alla Silverwolf Production, che scava molto a fondo nell'underground per cercare nuove band da “imporre” sul mercato e questa volta è il turno dei The Retaliation Process provenienti da Amburgo.
Inizio subito con il premettere che il catalogo della succitata etichetta però dovrebbe anche espandere i propri orizzonti e non fermarsi solo su quello che ora come ora vende come il pane: il death-core o generi affini. I nomi che girano attorno alla Silverwolf Production rientrano un po' tutti in questi schemi musicali e credo che avere un rooster caratterizzato da band che suonano più o meno tutte lo stesso genere possa essere una mossa non proprio esatta, ma comunque sono qui a recensire un disco e non a fare un trattato di politica economica!
I Retaliation Process si muovono su coordinate che si rifanno ai canoni del death-core anche se, fortunatamente, riescono a cavarsi di impaccio piuttosto presto dalla semplice etichetta visto che il sound è quello ma la realizzazione e il modo di proporre il proprio operato non è poi così canonico, dato che i cinque ragazzi teutonici riescono a far trasparire ben altro dalle loro composizioni. La base resta quella di un death-core avanzato, in cui si fanno sentire, però, gli echi della scena thrash tedesca, Kreator su tutti, e vi si possono ben rintracciare gli ultimi Dark Tranquillity e alcune soluzioni melodico-ritmiche degli ultimi In Flames; questo non sta a significare che il gruppo sia un clone senza anima, questi cinque tedeschi ci sanno davvero fare e le loro composizioni sono molto interessanti: le melodie e gli intrecci costruiti dalle due chitarre riescono a sovrapporre, ad una base di ispirazione death di matrice europea – non mancano anche riff riferibili alla scena U.S.A. - delle intriganti melodie che fanno risollevare il rieffarama da una possibile staticità. Non vengono disdegnate affatto anche le parti mosh che danno altra dinamicità alle composizioni e lasciano apprezzare il lato più melodico della band offrendo momenti di respiro alla sezione ritmica, che garantisce – soprattutto per quel che riguarda il drumming – una varietà di intenti e una buona dose di fantasia per poi rituffarsi nelle ritmiche serrate. Ma forse sono proprio questi assaggi e questi spezzoni “troncati” al punto giusto a dare quella tensione positiva sempre presente durante l'ascolto dell'album.
Il disco si presenta decisamente ben compatto e soprattutto variegato e potrebbe davvero fare la felicità di chi è avvezzo a certe sonorità e sta cercando qualcosa che possa porsi un po' ai bordi del genere, lasciando fuori dalla porta lo staticismo e la mancanza di idee che ultimamente caratterizza ogni uscita in ambito death-core. Qui di carne al fuoco ce n'è davvero tanta e il platter ha bisogno di più ascolti per essere assorbito come si deve, anche se non mancano momenti di impatto che vi entreranno nel cervello fin dal primo istante. Niente di trascendentale, per carità, ma comunque un ottimo disco confezionato a puntino per riuscire ad essere apprezzato da chi ha buon udito e soprattutto non ha barriere mentali, visto che all'interno della costruzione dei brani si possono trovare anche delle ottime partiture “emo”, da intendersi però nel vero senso del termine e non rilegate al genere che tanto va di moda ora.
Una particolare attenzione andrebbe però maggiormente dedicata a tutte le parti vocali pulite presenti nel disco perchè seppur messe a puntino ed usate con parsimonia, andando a determinare altri cambi di atmosfera che rendono le composizioni ancora più interessanti, risultano un po' sottotono rispetto alle restanti parti urlate; ma forse lo si deve ad una certa mancanza di allenamento da parte del singer che, con il tempo credo, potrà migliorare e offrire una buona performance dietro al microfono anche confrontandosi con dei registri che non gli appartengono molto; purtroppo in questo disco le acerbità si lasciano sentire e non poco.
Offritegli una possibilità e vedrete che non resterete affatto delusi dai The Retaliation Process.

Track by Track
  1. Uprising 65
  2. Blindfolded 70
  3. Four Season Of Selfmutilation 75
  4. Bridge End... 65
  5. ...Prozac (Instrumental) 65
  6. Carnal Addiction 70
  7. Down 75
  8. On The Way Back 60
  9. Written In Red Ink 75
  10. Uncertain 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
69

 

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