Laments Of Silence «Restart Your Mind» (2010)

Laments Of Silence «Restart Your Mind» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Crash »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
771

 

Band:
Laments Of Silence
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Titolo:
Restart Your Mind

 

Nazione:
Spagna

 

Formazione:
Starchild - Voce
Rael - Chitarre
Wordack - Chitarre
SCGuarnido - Basso
Atronoth - Batteria
Ivan - Tastiere

 

Genere:

 

Durata:
40' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Anche se non si tratta dei soliti sfigatelli con la frangetta, di questi trendaioli non sentivamo proprio la mancanza. Eh certo, perchè questa ennesima stucchevolissima e commerciale band spagnola che si autodefinisce "advantgardish death" non fa altro che sfidare in zuccherosità e scontatezza tutta quella roba che ci propina la Nuclear Blast di turno. Ma procediamo con ordine. Esordiscono così questi Laments Of Silence, che dopo un po' di anonima gavetta underground finalmente tirano fuori Restart your Mind, prodotto dalla My Kingdom e registrato - senti senti - al Nott-in-Pill studios (Trivium, Bullet For My Valentine tra gli altri). Dopo aver letto questo popò di biglietto da visita e aver dato un fugace sguardo alla solita copertina pseudo tenebrosa, ogni speranza di ritrovare gli insegnamenti dei vari Phlebotomised, Cynic, Akerkocke, Epel Duath, Pan.Thy.Monium e via dicendo è inesorabilmente svanita, impressione confermata dall'ascolto. Insomma, di Death proprio zero, ciò che si sente è un qualcosa vagamente simile (paragone da prendersi proprio con le pinze) ai nuovi Graveworm con la differenza che invece di potenti blast beat e struggenti melodie di tastiera qui troviamo modernissimi mid tempos *core, un'odiosa e monocorde voce pulita che ogni tanto duetta con un innocuo screaming e una generale aura pseudo goth, che innalza ulteriormente i livelli di glicemia dell'album, tenuti già pericolosamente alti dall'inoffensiva produzione pulitina e da un riffing tutt'altro che incisivo. Si salva leggermente la title track, che mantiene l'album su livelli quantomeno decenti, ma poi basta poco per rovinare il tutto, diciamo un pezzo come 'Paper Dolls', per esempio. Niente altro da dire, un debutto davvero penoso per l'ennesima band stucchevole e commercialotta. Inutili.

Track by Track
  1. Restart your Mind 65
  2. Sentenced 50
  3. Paper Dolls 35
  4. Homeless on the World Of Solus 40
  5. Doomed 55
  6. Scream in the Darkness 45
  7. Solitude 50
  8. Within My Dreams 60
  9. Holy Faces 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
55

 

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