Sarah Jezebel Deva «A Sign To Sublime» (2010)

Sarah Jezebel Deva ĞA Sign To Sublimeğ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Clode »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
882

 

Band:
Sarah Jezebel Deva
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Titolo:
A Sign To Sublime

 

Nazione:
Inghilterra

 

Formazione:
Sarah Jezebel Deva :: Voice
Dave Pybus :: Bass
Martin Powell :: Keys
Chris Rehn :: Keys
Ken Newman :: Guitars
Max Blunos :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
38' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ecco a voi, ad un anno dal suo progetto Metal Gothic chiamato Angtoria, un altro lavoro, questa volta accreditato alla sola Sarah Jezebel Deva, anche se suonato da buona parte della sua usuale band, pettoruta cantante dalle indubbie qualità vista in tour con gruppi del calibro di Cradle of Filth e Therion.
Inizio subito dicendo che rispetto al disco degli Angtoria questo album, pur non discostandosi troppo dal Gothic metal, risulta subito più diretto, ne è la prova il primo pezzo, la title track “A Sign to Sublime” dove un drumming possente e veloce dell’Ex Trigger the Bloodshed Max Blumos la fa da padrone mentre Sarah accarezza il microfono con voce vellutata.
Il Secondo brano “She Stands Like Stone” ha il pregio di avere un bel ritornello ma, difetto che si può sentire in tutto il lavoro, la voce della nostra sovrasta troppo gli strumenti dando l’impressione di sentire un karaoke piu’ che una vera band ed enfatizzando anche le piccole sbavature della voce.
La traccia numero quattro, “The Devil’s Opera”, è veramente un capolavoro a se stante perché, come suggerisce anche il titolo si rifà da una parte ad un approccio più operistico mentre dall’altra mi ricorda una colonna sonora da suggestivo film horror alla Dario Argento.
Si torna a picchiare con la ritmata “They Called Her Lady Tyranny” e di nuovo la batteria si fa incalzante mentre anche la chitarra si perde un po nei meandri della voce di Sarah, che alterna parlati al suo tipico cantato in stile lirico.
“The Road To Nowhere” è un’altra perla di questo A Sign to Sublime, forse la migliore canzone del disco dove non mancano aperture settantiane, chitarre che mi ricordano gli Amorphis ed un ritornello che ti si appiccica addosso per non lasciarti piu’, forse l’unico pezzo con un assolo degno di questo nome, complimenti!
Ci avviamo velocemente verso la fine del disco, passano “Your Woeful Chair”, la bella ma breve Opera Song “A Newborn Failure” per arrivare alla conclusiva “Daddys Not Coming Home” dove la voce di Sarah è supportata da piano e tastiere suonate magistralmente da Martin Powell che molti ricorderanno nei dischi migliori dei My Dying Bride ed anni or sono anche con Cradle of Filth.
In definitiva l’album è piacevole e scorre piuttosto bene, anche se personalmente avrei optato per un mixing diverso, lo consiglio a tutti gli amanti delle belle voci femminili e del Gothic venato di partiture operistiche.

Track by Track
  1. Genesis (Intro) 65
  2. A Sign Of Sublime 75
  3. She Stands Like Stone 75
  4. The Devils Opera 80
  5. They Called Her Lady Tyranny 65
  6. The Road To Nowhere 85
  7. Your Woeful Chair 65
  8. A Newborn Failure 70
  9. Daddys Not Coming Home 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

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