Fuelblooded «Off the Face of the Earth » (2010)

Fuelblooded «Off The Face Of The Earth» | MetalWave.it Recensioni Autore:
BlackWingAngel »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
824

 

Band:
Fuelblooded
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Titolo:
Off the Face of the Earth

 

Nazione:
Olanda

 

Formazione:
Peter Brinkman::Vocals
Michiel Rutten::Guitars
Danny Tunker::Guitars
Michel Steenbekkers::Bass
Norbert Moen::Drums

 

Genere:

 

Durata:
48' 22"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

È frustrante ascoltare dischi come questo. Dico frustrante perchè è palese che i musicisti che compongono questi Fuelblooded, nativi delle nebbiose e liberali terre olandesi , siano degli ottimi musicisti e che sicuramente in loro non latiti la vena compositiva. 'Off the Face of the Earth' è un bel disco, registrato benissimo, suonato eccezionalmente, arrangiato magnificamente, eppure quando finisci di ascoltarlo senti che non è stato detto niente di nuovo nel saturo e strabattuto campo del death melodico di stampo svedese. Eppure sembra che ci sia di più sotto, sembra che questi cinque ragazzi olandesi si siano limitati e che, per essere sicuri di un maggiore riscontro di pubblico, abbiano deciso di non osare. Se ascoltiamo attentamente i singoli riff, i fraseggi, le melodie vocali ci accorgiamo che le contaminazioni sono tante, ma tenute sempre in secondo piano. Possiamo scorgere echi che vanno dal trash più radicato negli anni '80, ai più moderni ed attuali Nevermore, In Flames, Dark Tranquillity, The Defaced, passando per influenze più groovy. La stessa dinamica della voce si dipana tra momenti più pesanti e melodici, troppo spesso forzatamente, come se quell'alternanza fosse imposta da precisi dictat stilistici, non perchè effettivamente fosse la necessaria conseguenza del pezzo in quel momento. Tutto questo è frustrante, come ho affermato all'inizio perchè i Fuelblooded sembrano portarti con un loro pezzo in un luogo e poi disattendono puntualmente la promessa fatta all'inizio, ma questo processo non sembra essere inconsapevole o legato ad incapacità compositive, bensì imposto da altri motivi, forzato da una necessità che non è quella più strettamente musicale.
Ciononostante quello che ci viene proposto è un disco di death/trash melodico, piacevole, grintoso, uno di quei dischi che non stufano all'ascolto, di cui riesci anche ad orecchiare qualche ritornello e a canticchiartelo mentre fai uno spuntino. In questo i cinque olandesi di Eindhoven almeno sono riusciti a cogliere nel segno: sono riusciti ad incarnare quello che il genere a cui fanno riferimento richiede, forzatamente o naturalmente questo è un altro conto. È come quando si è a scuola e la professoressa che parla con i tuoi genitori gli dice che sei bravo e molto intelligente e che potresti fare molto di più ma non ti applichi o sembra che non ti interessi spostarti dal tuo tranquillo e poco faticoso 7, è la stessa impressione che ho avuto da questo 'Off the Face of the Earth', un disco da 7, senza infamia e senza lode, l'onesto lavoro di ottimi musicisti che hanno scelto la via della sicurezza.

Track by Track
  1. Recipe for Demise 70
  2. Discontinued Dormancy 65
  3. Off the Face of the Earth 70
  4. The End Starts Here 75
  5. The Cult of Ego 65
  6. When Passion Dies 60
  7. The Wrath of A'Ath 65
  8. Pandemic Persecution 70
  9. Demonized 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
71

 

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