a.Lostfield «Internal Affairs» (2009)

A.lostfield «Internal Affairs» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
782

 

Band:
a.Lostfield
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Titolo:
Internal Affairs

 

Nazione:
Colombia

 

Formazione:
Daniel Gòngora :: Vocals + Guitars + Keys + Drum Programming
Ivàn Amaya :: Vocals + Guitar + Keys + Bass + Drum Programming
Ash Lostfield :: Composer

 

Genere:

 

Durata:
14' 48"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
2009

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Esistono nel mondo decine di famosi dischi e decine di centinaia di altri dischi nell'ombra che fanno eccezione dalle altre produzioni musicali per un semplice ma determinante motivo: non sono catalogabili sotto alcun genere pur contenendo molti degli stessi sotto forma di influenze. Gli artisti che partecipano a tale progetto quindi riescono a costruire un vero e proprio stile avvalendosi di moltissimi pattern sparsi qua e là sotto forma di “tutto e di più”, ma almeno hanno la più vaga idea di cosa stanno facendo.

Il disco in questione è stato partorito dal compositore colombiano “A.Lostfield” e fin qui ok, sarà anche un compositore valido e tutto il resto ma francamente non riesco ad inquadrare “Internal Affairs” in quanto contiene tante di quelle influenze da rendere completamente asettico il (per fortuna!) breve disco che presumo rappresenti un EP.
C'è Thrash, Crossover, Alternative, Nu Metal, Elettronica, musica psichedelica, soluzioni che apparentemente appaiono Heavy e semi-Progressive Rock ma che un secondo dopo cambiano strada repentinamente incontrando tutt'altro genere.

I riff sono semplici e suonati in modo preciso ma lasciano completamente indifferenti, così come il modo di cantare dei due singer, ipereffettati (che non è un difetto a volte) ma con timbri vocali che poco centrano con il progetto.
Sarà anche stato un difficile parto, generato dalla mente di un tizio che fa valida ricerca musicale ma se si esagera la creatura non fa altro che divenire fredda e scostante, così come appare il disco in questione, o meglio come MI appare, probabilmente esisterà nel mondo qualche altro folle a cui piacciono sonorità asettiche e che non trasmettono assolutamente nessun'emozione.
Spiacente, non fa proprio per me, nonostante questo ho scritto il minimo sindacale su qualcosa che andrà a perdersi facilmente nelle milioni di relases sparse per il mondo.

Track by Track
  1. Dreaming About Scars 50
  2. Forgotten Story 60
  3. I Still Pretend 55
  4. Internal 40
  5. Hide Your Face 50
  6. Marks From The Past 50
  7. Just The Things You Know 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 40
  • Tecnica: 55
Giudizio Finale
52

 

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