Son Of Aurelius «The Farthest Reaches» (2010)

Son Of Aurelius «The Farthest Reaches» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
798

 

Band:
Son Of Aurelius
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Titolo:
The Farthest Reaches

 

Nazione:
Usa

 

Formazione:
Josh Miller :: Vocals
Chase Fraser :: Guitar
Cary Geare :: Guitar
Max Zigman :: Bass
Spencer Edwards :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
35' 13"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“The Farthest Reaches” è senz'altro una piacevolissima sospresa per una band d'oltremanica che conoscevo appena, e soltanto di nome poi, ma è bastata questa prova per consolidarli come una delle Death Metal band più forti in circolazione.
La particolare caratteristica dei Son Of Aurelius è rappresentata da un'enorme tendenza alla perfezione tecnica -pur trattandosi di un genere che di casino ne fa abbastanza-.

Produzione eccellente e soprattutto (cosa che ultimamente non sono quasi più abituato a sentire) chitarre e non può chitarroni accordati con dei drop sempre più gravi, come se volessimo chessò farci strada tra le frequenze basse, come se ormai gli hz acuti non interessassero più tanto ci siamo (ci hanno) abituati a rappresaglie tecniche basate sulla cacofonia a volte e sull'atonalità ad altre volte (ad esempio i Meshuggah..che più atonali di loro non si può!).

Dicevo, le chitarre sei Son Of Aurelius sono Chitarre e non surrogati di bass guitars; questi ultimi infatti svolgono la loro principale funzione, ovvio, estremamente tecnica al millesimo di secondo generando intrecci complicatissimi su scale che forse sarebbe meglio in menzionare altrimenti mi perderei in chiacchiere di grammatica musicale inutili.
Ormai siamo nell'era del “più è tecnico e più ci piace” ma attenzione, non prendiamo per oro colato tutto ciò che le case discografiche ci propinano: sono pochissimi i gruppi validi e sono ancor più pochi quelli che davvero propongono, anche con una sola canzone, con un demo stupidissimo, qualcosa di veramente innovativo.

I SOA rientrano e nella categoria dei gruppi validi e in quella delle band che propongono qualcosa di nuovo. Abbiamo tecnica quanto basta per conoscere il modo in cui essi suonano e concepiscono le canzoni, sappiamo che è un genere estremo per cui ci andremo, magari con le mani avanti, quasi sicuri di ascoltare una copia della copia della copia..e invece dopo un paio di canzoni ci possiamo accorgere benissimo di una differenza: sono assolutamente geniali! Il Brutal Death o Il Technical Death ormai lo conosciamo ma in fondo come viene espresso? Sotto forma di furiosi blast beat, riff con -appunto- chitarroni, bassi a non finire, testi sovversivi (tanto va di moda), odio smisurato verso qualunque cosa. Insomma robaccia da cestinare, anche per band molto famose! E invece qui troviamo testi diversi dagli altri, un modo di suonare particolare, interessante ed espressivo al massimo nonostante gli smitragliamenti delle ritmiche precise e imprevedibili! Le voci ..beh..lì è terreno già calpestato mille volte. Il singer si muove su dei growl e scream pesantissimi, da orco quasi, abissali quanto basta e che chiudono per bene la cornice dei nostri.

Sia come gruppo che come disco stavolta sono stato fortunato! Funziona tutto alla grande! Amanti dell'estremo fatevi sotto, magari non ci piacerà ma di certo non potrete non convenire con un dato di fatto: come band valgono moltissimo!

Track by Track
  1. Mercy For Today 80
  2. Let Them Hate And Fear 90
  3. The Farthest Reaches 80
  4. Olympus Is Forgotten 80
  5. Facing The Gorgon 90
  6. Pandora's Burden 80
  7. A Champion Reborn 80
  8. Myocardial Infarction 80
  9. The Calm 70
  10. A Good Death 70
  11. The First, The Serpent 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 100
Giudizio Finale
82

 

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