Winterhorde «Underwatermoon» (2010)

Winterhorde «Underwatermoon» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
887

 

Band:
Winterhorde
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Titolo:
Underwatermoon

 

Nazione:
Israele

 

Formazione:
Horeph :: Vocals
Lex :: Guitar
Barakk :: Guitar
Morgenrroth :: Keys
Celestial :: Bass
Hesperus :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
1h 7' 32"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Sapete, avevo davvero bisogno di un disco così. Erano probabilmente anni o comunque sia troppo tempo che non avevo modo di ascoltare un album in cui tantissime influenze venivano perfettamente legate assieme per generare qualcosa che mi emozionasse a tal punto da ripetere l'ascolto più di paio di volte -quasi di seguito naturalmente visto il minutaggio del disco non indifferente sull'ora a dieci quasi-.
I Winterhorde nascono in Israele ma sembrano usciti fuori da una fredda foresta della Scandinavia a dirla tutta, eppure, nonostate il clima così freddo e pungente i nostri appaiono caldi, mesti e passionali in ogni singola nota.

E' interessantissimo notare come ogni singolo strumento musicale dei nostri sia ben agganciato agli altri come per formare una catena indistruttibile e non una band costruita a tavolino in cui sembra di ascoltare un saggio di una scialba scuola di musica.
“Underwatermoon” è un concept scritto e partorito dalla mente dal bassista del gruppo Celestial e compaiono fusi dentro in modo impeccabile moltissimi connotati di metal estremo ancorati a soluzioni che prendono in prestito atmosfere Progressive Rock/Metal, il Gothic più triste e il Black/Death Metal più malsano ma sempre attenti a restare il più melodici possibili anche avvalendosi di buonissime sinfonie di archi, cori e quant'altro.

Diciamo che non ci troviamo davanti un disco Black Sinfonico (anche se ho letto che molta gente li ha bollati con il ridicolo nomignolo “Melodic Black Metal”); qui c'è molto di più, c'è una ricerca sonora che spaventa, un modo di cantare efficacissimo che spazia tra growl abissale e scream più malato e come se non bastasse i nostri hanno costruito delle canzoni lunghe sì ma completamente varie e articolate pur mantenendo un importante filo conduttore che non si esaurisce mai e soprattuto rende il pezzo in questione estremamente particolare e originale, ad esempio la struggente e folcloristica “Farewell” e la melodica “Delirium” in cui sono tangibili chiare essenze di Opeth qua e là.

Un altro importante pezzo del disco è rappresentato senz'altro da “Wreckages Ghost” in cui lo stile epico si fonde con le sonorità dei primi In Flames, quelli di Whoracle.
Posso senz'altro dire che si tratta di un capolavoro come pochi ce ne sono ma attenzione, andateci piano perchè si tratta di un'opera molto imponente che va gustata pian piano e assimilata in più riprese altrimenti non viene capita.

Track by Track
  1. The Shell 80
  2. Wreckages Ghost 80
  3. Underwatermoon 90
  4. Hunting The Human 85
  5. Execution 85
  6. And Flames Wept To Heaven 75
  7. The Curse Of Gypsy 95
  8. Delirium 80
  9. Tenth Wave 80
  10. moke Figures 75
  11. The Martyr And Deliverance 95
  12. Farewell 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
84

 

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