Heljareyga «Heljareyga» (2010)

Heljareyga «Heljareyga» | MetalWave.it Recensioni Autore:
HeavyGabry »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
853

 

Band:
Heljareyga
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Titolo:
Heljareyga

 

Nazione:
Isole Far Oer

 

Formazione:
Heri Joensen - Vocals, Guitar
John Ivar Venned - Guitar
Amon Djurhuus - Drums
Ken Johannesen - Guitar
ísak Petersen - Bass

 

Genere:

 

Durata:
47' 51"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La scena musicale delle isole Fær Øer mi ricorda moltissimo quella della mia piccola citta natia: alla nascita di un nuovo progetto musicale orientativamente già si può immaginare chi ne prenderà parte. In questo caso il collegamento è quasi automatico con la realtà più famosa di queste fredde isolette dell'Atlantico, cioè i Týr, il cui cantante/chitarrista Heri Joensen ha deciso di lanciarsi in questo nuovo progetto assieme a membri di un'altra band locale, i Sinarchy. All'apparenza il debutto omonimo degli Heljareyga potrebbe risultare una semplice copia di quanto già fatto in più di dieci anni a questa parte con gli ormai colossi Týr (specie per l'immaginario e la durata dei pezzi), ma basta poco per accorgersi che c'è molto di più.
È innegabile che Joensen (principale compositore) subisca l'influenza di se stesso nella creazione dei brani e conseguentemente i suoi nuovi compagni d'avventura, ma la voglia di rimettersi in gioco c'è tutta: infatti il disco viaggia – come già implicitamente anticipato – su stilemi a cavallo tra il Progressive ed il Folk che ben conosciamo, ma non si ferma solo a questo. In più di un frangente ci sono accelerazioni e fraseggi di chitarra che strizzano l'occhio al Power, capaci di donare una freschezza incredibile, considerando che nessuna delle cinque canzoni scende al di sotto degli otto minuti e mezzo (!) e che arrivano a toccare gli undici minuti col brano di chiusura, Vetrarbreytin.
Le parti vocali sono cantate interamente in faroese, ma questo non è un ostacolo come si potrebbe pensare, è un linguaggio che possiede una musicalità che si sposa alla perfezione con la proposta del gruppo. Lo stesso monicker Heljareyga poi è un omaggio alla propria terra: significa infatti "l'occhio di Hel", con riferimento a delle voragini presenti sull'isola da cui la dea degli inferi Hel, secondo le leggende locali, guarda verso il regno dei mortali.
Per tutti la durata del cd i momenti di noia sono davvero pochi (tranne in Lagnan che tiene purtroppo fede all'assonanza con "lagna"), toccando anche picchi molto alti, come in Feigdin (la più "breve" di tutte), che parte con un fraseggio epico e melodico fino allo schifo, come piace al sottoscritto.
Se l'avventura degli Heljareyga proseguirà, sono sicuro che non ci metteranno molto a discostarsi dall'ombra dei Týr e a produrre ancora musica di ottima qualità. Teneteli (anzi, teniamoli) d'occhio.

Track by Track
  1. Regnid 80
  2. Heljareyga 70
  3. Lagnan 65
  4. Feigdin 85
  5. Vetrarbreytin 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
78

 

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