My Silent Wake «IV Et Lux Perpetua» (2010)

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HeavyGabry »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
755

 

Band:
My Silent Wake
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Titolo:
IV Et Lux Perpetua

 

Nazione:
Inghilterra

 

Formazione:
Ian Arkley - Lead Guitar, Vocals
Andi Lee - Bass, Backing Vocals
Jasen Whyte - Drums, Lead Vocals
Kate Hamilton - Bass, Cello, Keyboards, Hammered Dulcimer, Backing Vocals
Tank - Drums

 

Genere:

 

Durata:
46' 8"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Basta una vagonata di esperienze pregresse a far sì che una band sappia creare un suono unico e vincente? Nel caso degli inglesi My Silent Wake decisamente no. Il gruppo in questione è attivo ormai da un lustro e non si è certo risparmiato in quanto a release, arrivando con l'ultimo "IV Et Lux Perpetua" a (indovinate un pò?) quattro dischi, a cui si aggiungono un Ep omonimo di debutto datato 2005 ed un recentissimo split con i The Drowning, sempre inglesi. Inoltre alcuni membri dei My Silent Wake non sono esattamente dei musicisti di primo pelo: già nei primi anni 90 (quando non dai tardi anni 80...) erano in giro con le loro prime band (in verità anche abbastanza longeve, come appunto i thrashers cristiani Seventh Angel). Quindi di sicuro non siamo di fronte agli scemi del villaggio, ma a persone che hanno tentato i percorsi musicali più disparati nel tempo, fino a ritrovarsi oggi riuniti per partorire una creatura alquanto strana. Un background musicale tanto vario può portare a due possibili conclusioni logiche: un risultato strabiliante oppure la confusione più totale. Come avrete già intuito all'inizio, il caso in questione non può che essere tristemente il secondo. Il disco possiede esattamente tutte le caratteristiche portate dalle esperienze dei singoli membri (Doom e Death in primis) con un vago tocco malinconico, dovuto anche all'uso del cantato femminile e addirittura rimandi allo Space Rock di cui gli Hawkwind sono stati maestri (nella conclusiva Journey's End). E non tralasciamo "Between Wake And Sleep", dove incontriamo un riff rubato ai Black Sabbath e ai The Doors senza troppi complimenti. Attenendoci strettamente al piano musicale quindi, dovete aspettarvi un incastro forzato di sonorità figlie di My Dying Bride, Cathedral e Candlemass in primis, senza dimenticare le già citate incursioni nei coloratissimi e psichedelici anni 70. Come potrete immaginare, il piacere dell'ascolto in un tale guazzabuglio si fa vivo a fasi (molto) alterne. A cosa sarà dovuto tanto eclettismo? Personalmente credo al terrore di essere indicati come la versione povera dei connazionali My Dying Bride ma la chimera risultante dai loro ultimi sforzi probabilmente porrà il sigillo definitivo alla loro permanenza nell'underground. Meglio così, forse.

Track by Track
  1. Et Lux Perpetua 55
  2. Death Becomes Us 55
  3. Bleak Endless Winter 65
  4. Father 60
  5. Graven Years 55
  6. My Silent Wake 45
  7. Between Wake And Sleep 55
  8. Journey's End 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 50
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
60

 

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